La contabilità generale è quella parte del sistema informativo contabile che si riferisce a tutte le operazioni di gestione che l’impresa compie con i terzi (finanziamenti, investimenti, disinvestimenti). Il suo scopo è quello di giungere alla determinazione del risultato economico d’esercizio e del patrimonio di funzionamento.

La contabilità generale riepiloga le varie contabilità sezionali in un unitario sistema di scritture complesse tra loro coordinate in modo da formare un sistema contabile.
Un sistema contabile è un’insieme coordinato di conti che raccoglie scritture tra loro collegate riguardanti un oggetto complesso.
Nel caso della contabilità generale gli oggetto della rilevazione sono il patrimonio di funzionamento e il reddito d’esercizio, che derivano dal sistema delle variazioni finanziarie ed economiche connesse all’attività di gestione.

Patrimonio di funzionamento e reddito d’esercizio sono oggetti complessi perché formati da più elementi coordinati tra loro; il reddito d’esercizio e il patrimonio di funzionamento sono tra loro intimamente connessi in quanto gli elementi del patrimonio discendono dalla individuazione dei componenti del reddito collegati agli esercizi futuri.

Nel caso del tempo sono stati utilizzati diversi sistemi contabili. Oggi le imprese tengono la contabilità generale con il sistema del patrimonio o del risultato economico ideato da Aldo Amaduzzi, che deriva dal sistema del reddito, utilizzato in precedenza.
Il sistema contabile è un’insieme coordinato di conti che raccoglie scritture tra loro collegate riguardanti un oggetto complesso.
Nella contabilità generale gli oggetti della rilevazione sono il patrimonio di funzionamento e il reddito d’esercizio, che derivano dal sistema delle variazioni finanziarie ed economiche connesse all’attività di gestione.

Il patrimonio di funzionamento si determina al termine di ogni periodo amministrativo in stretta connessione con il reddito d’esercizio. Ciò in quanto fanno parte del patrimonio, oltre alle disponibilità liquide e ai crediti e debiti, anche tutti i costi e ricavi non di competenza del periodo amministrativo che daranno la loro utilità in futuro.
Il patrimonio di funzionamento è costituito da
-costi e ricavi residuali (che non hanno partecipato alla determinazione del reddito d’esercizio) in quanto non di competenza del periodo amministrativo e che sono da rinviare all’esercizio futuro;
-crediti e disponibilità liquide;
-debiti verso finanziatori e fornitori;
-i ratei, fondi oneri e fondi rischi.

Concettualmente i termini periodo amministrativo ed esercizio sono tra loro i diversi, in quanto il primo riguarda il periodo di tempo, mentre il secondo si riferisce alle operazioni di gestione effettuate in tale periodo; in pratica però il termine esercizio è utilizzato anche come sinonimo di periodo amministrativo.
Il reddito d’esercizio è il risultato economico ottenuto con la gestione in un periodo amministrativo, generalmente della durata di un anno. Viene calcolato come differenza fra il flusso dei valori economici positivi (ricavi) e il flusso dei valori economici negativi (costi) scaturiti dalle operazioni di gestione e riferiti allo stesso periodo amministrativo.
Il reddito d’esercizio esprime il risultato economico della gestione svolta nel corso di un anno; tale risultato può essere positivo (utile), negativo (perdita) oppure uguale a zero (pareggio).
I componenti positivi e negativi del reddito d’esercizio vengono messi in evidenza da un prospetto che viene chiamato situazione economica.
Tale prospetto può assumere due forme: la forma a due sezioni divise e contrapposte oppure la forma scalare.
Se il prospetto che evidenzia il reddito d’esercizio assume la forma a due sezioni, per convenzione a destra si scrivono i ricavi e a sinistra si scrivono i costi.